Jazzz

Tre pianisti suonavano insieme
Era il jazz più bello che si fosse mei sentito
Le note si incrociavano sopra e sotto i pianoforti,
disposti a stella nel salone blu cobalto
Ognuno suonava per conto suo
Eppure in tre avevano lo stesso canto.
Uno di loro sfiorava i tasti
come accarezzando un petalo
perso in un mare di stelle e wisky
Un altro non sentiva più le mani
e lasciava che inseguissero i pensieri nascosti nella pancia
e intanto correva sui tacchi a spillo
lasciando stampini di labbra porpora
sui vetri delle macchina
Il terzo piangeva
e sognava di suonare per un amore
sognava di voltarsi e vederla di fianco
sognava gli occhi di lei al mattino e gli occhi di lei la sera,
lenzuola lilla e cuscini d’argento.
Ma a fianco c’era solo una parete blu cobaldo
che rifletteva tre vite
intrecciate
per il jazz più bello
che si fosse mai sentito.